Implantologia

In Dental Team l'implantologia dentale viene eseguita a livelli d’eccellenza sia come tecniche chirurgiche che come materiali utilizzati.
Gli impianti dentali sono sicuramente la soluzione migliore per ripristinare:
- la tua funzione masticatoria
- la tua estetica originale

Nel nostro studio possiamo risolvere in un’unica seduta la Tua edentulia eseguendo IMPIANTI a CARICO IMMEDIATO.

Affronta con serenità questo tipo d’intervento che con le moderne tecniche chirurgiche sarà mini invasivo e con un decorso post-operatorio in completa assenza di gonfiore, lividi e dolore.

FAQ - Domande Frequenti

Cos’è un impianto?
L’impianto è una radice artificiale sostitutiva per l'elemento dentario perduto o mai sviluppatosi, come nel caso di agenesie dentarie.
Cos’è l’agenesia dentaria?
L’agenesia dentaria è la congenita assenza di elementi dentari. Colpisce circa il 5% della popolazione, maggiormente quella di sesso femminile rispetto a quella maschile. Gli elementi dentari che non si sviluppano con maggior frequenza sono gli incisivi laterali superiori ed i premolari.
Quali sono i pazienti che possono affrontare l’intervento? E a chi è invece sconsigliato?
Praticamente tutti i pazienti possono affrontare l’intervento, sta al vostro odontoiatra mettere in luce eventuali controindicazioni. Le controindicazioni mediche assolute al posizionamento degli impianti sono molto rare. Il rischio di infezione focale con un impianto osteointegrato è molto scarso. Il limite tra controindicazioni relative ed assolute non è netto e comprende l’analisi di diversi parametri. Pazienti con diabete compensato o con anemia o altre problematiche sistemiche possono essere curati da un team chirurgico ben addestrato che deve attenersi rigorosamente al protocollo chirurgico e alle norme di asepsi. Il consumo di tabacco aumenta il rischio di insuccesso del 10% circa e può costituire una controindicazione relativa a trattamenti più complessi quali gli innesti ossei, ma non è controindicazione assoluta all’inserimento di impianti. La controindicazione più frequente è la ridotta capacità a gestire correttamente l’igiene domiciliare. In una struttura polispecialistica, organizzata come la nostra, anche i pazienti anziani o con importanti patologie cardiocircolatorie possono essere trattati in sicurezza per la presenza di sale operatorie con autorizzazione regionale, di un’equipe di anestesisti, cardiologi e internisti che possono monitorare durante l’intervento le condizioni cliniche del paziente. La possibilità di eseguire la chirurgia oltre che in anestesia locale, anche in sedazione, ipnosi o in anestesia generale sottoponendo il paziente a stress molto ridotto permette il trattamento anche di pazienti molto complessi.
Esiste rigetto in implantologia?
Il rigetto non esiste in quanto il materiale utilizzato in implantologia è biocompatibile e quindi non viene riconosciuto come corpo estraneo dal nostro organismo. Può però esserci insuccesso implantologico legato a un’infezione durante l'intervento chirurgico, alla mancata integrazione dell'impianto, ad un sovraccarico masticatorio o ad un'errata valutazione protesica
Quanto dura l’intervento?
Dipende strettamente dalla complessità dell’intervento: da pochi minuti per un impianto singolo in presenza di un volume osseo sufficiente ad alcune ore se si devono posizionare numerosi impianti in una cresta che deve essere ricostruita o nei rialzi di seno mascellare bilaterali quando si posizionano gli impianti completamente su tutta l’arcata edentula atrofica. Solitamente la fase chirurgica risulta essere contenuta, nella chirurgia maggiore, entro le 2 ore e mezza - tre.
L’intervento è doloroso?
Assolutamente no, il paziente viene adeguatamente anestetizzato con anestesia locale che può essere a base di mepivacaina, articaina, lidocaina, naropina e vasocostrittori, se necessario, aggiungendo eventualmente il protossido d’azoto o farmaci per OS (bocca) che aiutano nella sedazione del paziente. Quando consigliabile è possibile eseguire la chirurgia con la collaborazione di un anestesista in sede ambulatoriale per una sedazione più profonda, endovenosa, che garantisca un ridotto coinvolgimento emotivo da parte del paziente, un migliore decorso post-operatorio ed una guarigione più rapida.
Se si deve eseguire una rigenerazione ossea l’intervento si complica? E in che modo?
In alcuni casi la quantità di osso presente non è sufficiente all’inserimento di impianti di lunghezza adeguata né ovviamente alla loro stabilità (si parla di stabilità primaria che è indispensabile ottenere in implantologia). Oggi sono disponibili diverse tecniche chirurgiche per la rigenerazione e la ricostruzione dell’osso ai fini implantari. Naturalmente questo richiede che l’operatore sia esperto in questo tipo di trattamenti e che il paziente sia completamente informato circa le modalità di esecuzione, le eventuali complicanze e la tempistica richiesta dall’intervento. Talvolta queste tecniche devono essere eseguite prima del posizionamento degli impianti per poter aumentare l’osso e solo dopo qualche mese si possono inserire gli impianti. Frequentemente le tecniche rigenerative/ricostruttive possono essere contestuali al posizionamento implantare.
Dopo l’intervento devo rimanere senza protesi? Per quanto tempo?
Dipende dal tipo di intervento ma, nella quasi totalità dei casi, è possibile avere una protesi provvisoria, talvolta è possibile realizzare un provvisorio che si appoggi agli elementi dentari adiacenti senza comprimere la mucosa (di tipo ponte fisso tradizionale oppure Maryland bridge). Questo provvisorio potrà essere portato dal paziente anche subito dopo l’intervento. Se l’arcata è completamente edentula o quasi, sarà necessario realizzare una protesi rimovibile. In presenza anche di pochi elementi dentari , due o tre in tutta l’arcata, è possibile posizionare transitoriamente, sino a guarigione ed integrazione degli impianti, un provvisorio fisso in grado di garantire funzione ed estetica. L’unico caso in cui non si può portare la protesi per qualche tempo che deve essere indicato dal chirurgo è quello in cui si siano realizzati dei rialzi di cresta verticali che potrebbero essere destabilizzati dalla pressione della protesi che ne inficiano l’integrazione.
Posso lavarmi i denti normalmente? E, se non ho i denti come pulisco i punti di sutura?
I denti devono essere lavati normalmente e i punti di sutura, solitamente di materiale riassorbibile, devono essere sciacquati con collutorio a base di clorexidina e/o detersi con un cottonfioc imbevuto di collutorio o di acqua ossigenata. Questo, come molti altri atteggiamenti e protocolli post chirurgici, vengono spiegati nei fogli con le indicazioni che vengono consegnati al paziente e/o ai suoi familiari dopo l’intervento.
Dopo l’intervento devo rispettare il riposo assoluto?
Se l’intervento è stato effettuato con una qualche forma di sedazione il paziente deve essere riaccompagnato a casa e si consiglia una giornata di riposo, in caso contrario lo si può considerare alla stregua di un qualsiasi altro intervento odontoiatrico e dipende dalla reattività individuale, oltre che dall’entità della chirurgia effettuata, il dover osservare un maggiore o minore riposo che comunque verrà indicato dal chirurgo.
Quanto dura un lavoro di protesi su impianti?
Esistono ormai in letteratura pubblicazioni scientifiche che attestano il buon funzionamento di protesi su impianti ormai da più di 10/15 anni. La nostra struttura ha esperienza ventennale sulle tecniche implantologiche ed è allineate per la professionalità con i dati della letteratura. Ovviamente nella protesi implantare assume un’importanza fondamentale il mantenimento degli impianti da un punto di vista igienico sia domiciliare che professionale. Esistono soluzioni protesiche con impianti particolarmente corti per necessità anatomiche ,magari in sedi dove il carico masticatorio è elevato, che devono essere seguite con grande attenzione, ed altre molto sicure come le protesi fisse complete eseguite in sede mandibolare e appoggiate su sei impianti interforaminali ( tra le emergenze dei due forami mentonieri) di adeguata lunghezza (maggiore di tredici mm) o talvolta addirittura quattro impianti . Queste ultime hanno sicuramente una prognosi meno favorevole e di ciò bisogna tenere conto dando una risposta a questa domanda che richiede in realtà una molteplicità di considerazioni che devono essere effettuate da caso a caso. Tra i molti fattori influenzanti la prognosi , l’occlusione è un elemento fondamentale di cui tenere conto; è quindi fondamentale la valutazione dell’arcata antagonista.
Gli impianti hanno sempre successo?
Gli impianti hanno un'elevata percentuale di successo nell'ordine del 98% a 10 anni. Molto dipende anche dalle caratteristiche ossee, dalla gestione quotidiana eseguita dal paziente e dai regolari controlli professionali eseguiti che ovviamente, come per i gli elementi naturali (denti), è necessario effettuare.
Di quali materiali è realizzabile la protesi su impianti?
Bisogna distinguere gli abutment (perni) avvitati direttamente sugli impianti dalle corone che possono essere a loro volta avvitate o cementate sugli abutments. I perni o abutments sono l’equivalente dei monconi protesici mentre le corone equivalgono alle corone di protesi fissa. I primi ,acquistati dalla casa produttrice degli impianti possono essere in titanio, in zirconio oppure possono essere ricavati dalla fusione con una lega d’oro e confezionati dall’odontotecnico. Per la protesi vera e propria è stata finora utilizzata prevalentemente la lega nobile che permette la costruzione di protesi in ceramica od in composito. Esiste anche la possibilità di costruire corone in Titanio ricoperto di ceramica. Naturalmente le protesi rimovibili ancorate su impianti vengono realizzate normalmente in composito con una struttura di rinforzo. Le corone, se provvisorie, possono essere realizzate in resina .
E’ possibile collegare gli impianti ai denti naturali?
Non si collegano gli impianti ai denti naturali in quanto vi è la dimostrazione scientifica dell’elevato rischio dell’insuccesso dentale e/o implantare in quanto si collega una struttura che ha un movimento (dente che possiede un ligamento) ad una struttura rigida (impianto ancorato all’osso) con squilibri biomeccanici.
In caso di perdita di uno o due impianti in una ricostruzione protesica totale si perde tutto il lavoro?
Solitamente no, risulta però necessario apportare qualche modifica al lavoro di protesi ed eventualmente reintervenire chirurgicamente in funzione del numero degli impianti rimasti. Chiaramente le riabilitazioni chirurgico-protesiche su pochi impianti (es: all-on-four) hanno un rischio maggiore.
Mi è stato estratto un dente, quanto tempo devo aspettare prima che possa essere inserito un impianto?
Dipende dalla sede di estrazione, dalla causa che ha determinato l’estrazione, dalla forma della radice o delle radici del dente e dalla quantità/qualità di osso residuo nel distretto interessato. Vi sono situazioni in cui l’impianto viene posizionato contestualmente all’estrazione, altre in cui lo si posiziona dopo due/tre mesi o più.
Prima di inserire un impianto deve essere sempre eseguita una rigenerazione ossea?
Non necessariamente, dipende dalla quantità di osso disponibile. Quando necessario, può essere sufficiente una piccola ricostruzione di osso nella sede implantare che però si può prelevare nell’atto stesso della preparazione del sito implantare mediante uno speciale filtro che viene collegato ad un’aspiratore chirurgico o si può utilizzare del biomateriale (sostitutivo osseo) compatibile che l’organismo nel tempo trasforma in tessuto osseo. In caso di importanti IPO-ATROFIE anche settoriali, può essere necessario prima rigenerare/ricostruire l’osso per poi posizionare l’impianto.
C’è una differenza tra il numero e il tipo di impianti che si posizionano a sostituzione di un incisivo o di un molare?
Ovviamente sì: il molare è un dente di notevole diametro e soprattutto con due o tre radici, questo significa che può essere sostituito sia per funzione sia per estetica da un impianto a maggiore diametro (anche 5 mm o più) oppure, se lo spazio lo consente, da due impianti ciascuno nella sede della precedente radice. L’incisivo viceversa è un dente monoradicolato e saranno gli spazi e le esigenza estetiche (incisivo centrale superiore più grande; incisivo laterale o incisivi inferiori più piccoli) a dettare il diametro dell’impianto che potrà essere usato. E’ importante sapere che non sempre sono necessari per le riabilitazioni implanto-protesiche tanti impianti quanti erano gli elementi dentari. Il calcolo che dobbiamo fare è in funzione della sede da riabilitare , della qualità e quantità ossea, dell’arcata antagonista, dell’età del paziente e della riabilitazione protesica programmata.
Che cos’è il rialzo del seno mascellare?
E’ un intervento che si deve eseguire quando l’osso per inserire impianti nella zona posteriore del mascellare superiore è insufficiente o assente come frequentemente capita nelle zone edentule.
Come viene gestito il periodo senza denti?
In genere come spiegato, se possibile, il periodo senza denti non esiste o esiste solo per pochi giorni nel caso in cui si eseguano interventi estesi tali per cui il posizionamento di un provvisorio mobile al di sopra della ferita potrebbe comprometterne gravemente la guarigione e potrebbe costituire già una sorta di carico immediato per gli impianti sottostanti. Solitamente, comunque, si cerca di evitare che i pazienti escano dall’ambulatorio dopo la chirurgia senza i provvisori.

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